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Torna a Roma il festival dell’economia di genere, tra dialoghi, diritti e volti Afghani

Donne afghane protagoniste al Festival con la mostra Faghan, storie di coraggio e rinascita in Italia.

Torna a Roma il festival dell’economia di genere, tra dialoghi, diritti e volti Afghani

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A Roma due giorni per riflettere su diritti e disparità con il Festival dell’Economia di Genere a Villa Altieri

Il 19 e 20 maggio, Roma ha ospitato la seconda edizione del Festival Internazionale dell’Economia di Genere, promosso dall’associazione Oltre. La suggestiva cornice di Villa Altieri diventa spazio di confronto, riflessione e impegno concreto per una società più equa e inclusiva, con al centro il ruolo delle donne nell’economia e nella vita pubblica.

Dialoghi intergenerazionali e sfide globali

Il tema scelto per quest’anno, “Dialogo sulla parità. Generazioni a confronto”, vuole sottolineare la necessità di un confronto aperto tra chi ha vissuto e lottato per i diritti di genere negli anni passati e le nuove generazioni che raccolgono il testimone in un contesto sempre più complesso. L’obiettivo è quello di costruire un ponte tra esperienze diverse, ma unite da un medesimo desiderio di giustizia e partecipazione.

La mostra fotografica sulle donne afghane, tra libertà e memoria

Tra i momenti più intensi del Festival c’è la mostra “Faghan. Figlie dell’Afghanistan”, proposta da ActionAid Italia. Il progetto raccoglie 19 ritratti di donne afghane rifugiate in Italia, raccontate attraverso le fotografie di Simona Ghizzoni e i testi di Emanuela Zuccalà. La curatela è affidata a Giulia Tornari e la realizzazione è firmata da Nove Caring Humans e Zona. Un’esposizione potente, che intreccia volti e storie di chi ha perso una patria per ritrovare diritti fondamentali altrove.

La voce di Mahdia, tra sport, attivismo e assenza

“Ora sto vivendo in un luogo in cui posso godere dei diritti umani fondamentali: ho la libertà, la libertà d’espressione, la libertà di scegliere cosa fare, cosa studiare, che lavoro intraprendere, come vivere… Ma da un altro lato penso: perché non posso godere di questi diritti a casa mia, nel mio Paese, con la mia famiglia? Perché oggi sono qui in Italia? Perché ho dovuto diventare una rifugiata, per godere di questi diritti?” Queste le parole di Mahdia, 19 anni, campionessa di Taekwondo e attivista. La sua voce rappresenta migliaia di giovani donne private della possibilità di scegliere.

ActionAid, una presenza che non abbandona

Dal 2002 ActionAid opera in Afghanistan attraverso una rete di centinaia di operatori locali, uomini e donne. Anche dopo il ritorno dei Talebani, l’organizzazione ha continuato a lavorare. Oggi le donne dello staff operano da remoto, grazie a un’infrastruttura tecnologica di base – pannelli solari, batterie, inverter – che garantisce accesso all’energia e alla rete. Un esempio di resilienza e adattamento, che mette al centro la dignità e il protagonismo femminile.

Aiuto concreto per milioni di persone

Nei soli ultimi due anni, ActionAid ha raggiunto quasi 7,5 milioni di persone in Afghanistan. Gli interventi hanno riguardato assistenza diretta, sostegno economico, distribuzione di beni di prima necessità, formazione e campagne di sensibilizzazione. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che restituisce fiducia e strumenti a una popolazione martoriata.


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20 Maggio 2025
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