Emergono nuove ombre sul passato di Donald Trump e i suoi rapporti con Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto nel 2019. Una serie di email, recentemente pubblicate dai Democratici della Commissione di Vigilanza della Camera e diffuse da CNN e New York Times, rivela che Trump avrebbe trascorso “ore” nella residenza di Epstein in compagnia di una giovane donna poi identificata come Virginia Giuffre, una delle vittime più note del giro di traffico sessuale gestito dal miliardario.
Virginia Giuffre e il mistero della serata con Trump
Secondo quanto riportato da Axios, il nome della Giuffre non sarebbe stato oscurato nei documenti ufficiali consegnati alla Commissione. La giovane donna, scomparsa tragicamente nell’aprile del 2025, è ricordata per aver denunciato pubblicamente il sistema di sfruttamento e manipolazione costruito da Epstein e Ghislaine Maxwell. In una delle email, Epstein descrive la presenza di Trump accanto a lei, lasciando intendere che l’allora imprenditore fosse a conoscenza del giro di “ragazze” frequentato dal finanziere.
Le versioni contrastanti del presidente
Trump, da parte sua, ha più volte dichiarato di aver interrotto i rapporti con Epstein dopo aver scoperto che questi aveva “rubato” alcune dipendenti della sua spa a Mar-a-Lago, tra cui proprio la Giuffre. Nelle memorie postume della giovane, il presidente è descritto come un uomo cordiale, e non viene accusato di alcun illecito diretto. Tuttavia, la famiglia di Virginia ha espresso dubbi e amarezza, dichiarando a The Atlantic che le parole di Trump “ci fanno chiedere se fosse a conoscenza delle azioni criminali di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell”.
Le email tra Epstein, Maxwell e Michael Wolff
Le nuove comunicazioni rivelano che Epstein menzionava Trump in diverse conversazioni private avvenute nell’arco di quindici anni, spesso indirizzate a Maxwell e allo scrittore Michael Wolff, noto per la sua vicinanza all’ex presidente. In una di queste, Epstein afferma apertamente che Trump “sapeva delle ragazze”, frase che i Democratici hanno interpretato come un riferimento diretto al traffico di minorenni che ruotava intorno alla cerchia del finanziere.
Il mandato della Commissione e la pubblicazione dei documenti
La decisione di rendere pubbliche le email arriva dopo che la Commissione di Vigilanza ha ottenuto, all’inizio dell’anno, un mandato nei confronti degli eredi di Epstein. Il materiale, reso disponibile mercoledì, getta nuova luce su un periodo già segnato da scandali e sospetti, riportando al centro del dibattito pubblico la questione delle responsabilità politiche e morali di chi, pur non coinvolto penalmente, orbitava intorno a Epstein e Maxwell.
La reazione della Casa Bianca
Immediata la replica della Casa Bianca, che ha accusato i Democratici di orchestrare un’operazione politica contro il presidente. “I Democratici hanno fatto trapelare selettivamente email ai media progressisti per creare una falsa narrazione e diffamare il presidente Trump”, ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt. Secondo la presidenza, la pubblicazione delle email non rappresenterebbe una ricerca della verità, ma un tentativo di screditare l’attuale capo dello Stato in vista delle prossime elezioni.
Un caso che continua a dividere l’opinione pubblica
Le nuove rivelazioni rischiano di riaprire vecchie ferite nella politica americana, mettendo in discussione non solo la figura di Trump ma anche il sistema di potere che per anni ha protetto e favorito Epstein. Mentre la verità rimane ancora parziale, l’opinione pubblica continua a interrogarsi su quanto realmente fosse noto, e a chi, di ciò che accadeva dietro le porte chiuse delle residenze del finanziere.
12 Novembre 2025
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