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Arte da record, quando il mercato frena ma i capolavori corrono

L’arte blue chip continua a battere record globali, anche mentre il mercato rallenta e gli investitori cercano sicurezza nei capolavori

Arte da record, quando il mercato frena ma i capolavori corrono

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Dalle aste di Klimt e Kahlo ai collezionisti miliardari, il mercato dell’arte dimostra che i record non conoscono crisi

Nel mondo dell’arte può succedere di tutto, persino che un mercato in evidente rallentamento continui a generare cifre da capogiro. E proprio mentre gallerie e collezionisti parlano di conti meno brillanti, le aste dei capolavori più celebri – le cosiddette opere blue chip – continuano a polverizzare ogni previsione. Un paradosso affascinante che racconta bene quanto l’arte del Novecento e dei Grandi Maestri resti una calamita irresistibile per chi cerca pezzi unici e investimenti a prova di crisi.

Nuovi record in un mercato che sorprende

Il tetto assoluto resta ancora quello raggiunto dal Salvator Mundi, il dipinto attribuito a Leonardo da Vinci che nel 2017 ha toccato i 450,3 milioni di dollari. Una cifra che sembra appartenere a un’altra dimensione. Eppure, questa settimana, un’altra opera ha tentato la scalata: il ritratto di Elisabeth Lederer firmato da Gustav Klimt, proveniente dalla collezione del magnate Leonard Lauder, è stato aggiudicato a 236 milioni. Non ha battuto Leonardo, ma ha segnato un primato per l’arte moderna.

Frida Kahlo riscrive la storia delle artiste

Ieri a fare notizia è stata Frida Kahlo, che con l’enigmatico El sueño (La cama) ha infranto un’altra barriera: 54,7 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per un’opera realizzata da una donna. Un risultato che supera il precedente record di 44 milioni stabilito nel 2014 da Jimson Weed/White Flower No. 1. La potenza espressiva di Kahlo, unita alla sua storia personale magnetica, continua a incantare collezionisti di ogni parte del mondo.

L’arte del Novecento resta una miniera d’oro

Prima del trionfo di Klimt, il mercato aveva già assistito a vendite stellari: nel 2022 una Marylin blu di Andy Warhol era stata battuta per 195 milioni di dollari, mentre nel 2015 le Femmes d’Algiers di Pablo Picasso si erano fermate a 179 milioni. Nella lista dei giganti figurano anche Amedeo Modigliani con Nu couché (170 milioni), Alberto Giacometti con L’Homme au Doigt (141 milioni), Paul Cézanne (138 milioni), René Magritte (121 milioni) e Vincent Van Gogh (117 milioni). In questo club esclusivo è entrato anche Jean Michel Basquiat, con l’iconico teschio del 1982 aggiudicato per 138 milioni.

Le sculture non restano indietro

Se nel mondo della pittura i record sono sempre più alti, la scultura non resta a guardare. Il primato femminile spetta al monumentale Ragno di Louise Bourgeois, passato di mano nel 2023 per quasi 33 milioni di dollari. Un’opera imponente e inquietante che continua a essere tra le sculture più ricercate e riconoscibili dell’arte contemporanea.

I grandi maestri resistono alle mode

Mentre l’arte moderna vola, il mercato degli Old Masters mantiene un ritmo più moderato. Le vette del Salvator Mundi sembrano lontane, ma nel 2021 un tondo attribuito a Sandro Botticelli ha raggiunto comunque i 92 milioni di dollari, segnando il secondo prezzo più alto per un maestro antico. E quando si parla di collezioni complete, il primato assoluto resta quello lasciato dal tycoon Paul Allen: 1,6 miliardi di dollari realizzati da Christie’s nel 2022, con il 100% dei lotti venduti. Sul podio anche la raccolta degli ex coniugi Harry e Linda Macklowe, 922 milioni nel 2021.


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21 Novembre 2025
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