L’inverno che sta arrivando porta con sé una sensazione ambivalente per molte famiglie italiane. Da un lato i prezzi del gas sui mercati europei sono scesi rispetto ai picchi record degli ultimi anni, dall’altro le bollette continuano a restare elevate, ben sopra i livelli considerati “normali” prima della crisi energetica. Il risultato è un sollievo solo parziale, che non cancella il peso accumulato negli ultimi inverni.
Prezzi in calo, ma bollette ancora alte
Il calo del prezzo della materia prima non si traduce automaticamente in bollette leggere. Secondo un’analisi del think tank italiano Ecco, specializzato in clima ed energia, l’inverno 2025/26 sarà meno caro rispetto allo scorso anno, ma resterà comunque molto distante dai valori del periodo 2019/20. In media, le famiglie italiane spenderanno ancora circa il 40% in più rispetto alla fase pre-crisi, nonostante una riduzione di circa il 15% rispetto all’inverno precedente, che è stato il più costoso di sempre.
Quanto si spenderà nelle grandi città
Guardando alle principali città italiane, il quadro diventa ancora più concreto. A Milano, una famiglia che vive in un appartamento di 70 metri quadrati dovrà mettere in conto una spesa annua di circa 1.080 euro per il gas. È un valore più basso rispetto allo scorso inverno, ma ancora superiore di oltre il 30% rispetto al periodo pre-crisi. A Roma la situazione è simile, con una spesa stimata intorno ai 1.100 euro, mentre a Palermo il costo medio scende a circa 680 euro, pur restando nettamente più alto rispetto agli standard di qualche anno fa.
Il peso della geografia e del clima
Le differenze territoriali contano, ma non bastano a compensare l’aumento strutturale dei costi. Il clima più mite del Sud riduce i consumi, ma non annulla l’effetto degli aumenti accumulati nel tempo. Anzi, in alcune aree la riduzione rispetto allo scorso inverno è minima, segno che il problema non è solo legato al freddo o alla quantità di gas utilizzata, ma a un sistema di costi più ampio e complesso.
Il nodo degli oneri e del trasporto
Alla discesa del prezzo del gas si contrappone infatti l’aumento delle componenti di trasporto e degli oneri di sistema. Queste voci continuano a incidere in modo significativo sul costo finale della bolletta, riducendo l’effetto positivo del calo della materia prima. È uno degli aspetti meno visibili, ma più determinanti, che spiegano perché molte famiglie non percepiscono un vero alleggerimento delle spese energetiche.
Elettrificazione, la strada più efficiente
Lo studio evidenzia anche una possibile via d’uscita strutturale. Passare a soluzioni elettriche, come le pompe di calore, può ridurre i consumi energetici fino al 75-80% e garantire risparmi in bolletta compresi tra il 38% e il 53% rispetto alle tradizionali caldaie a gas. Non si tratta solo di una scelta ambientale, ma di un’opzione economicamente vantaggiosa nel medio periodo.
Il limite delle tasse sull’elettricità
Secondo Matteo Leonardi, co-fondatore e direttore esecutivo di Ecco, il potenziale dell’elettrificazione è però frenato da un sistema fiscale poco equilibrato. “L’elettrificazione rimane la soluzione più efficiente, ma oggi una parte rilevante dei vantaggi viene assorbita da tasse e oneri che penalizzano l’elettricità”. Senza una riforma strutturale, il rischio è che la transizione energetica resti teoricamente conveniente, ma poco accessibile nella pratica.
Una transizione da rendere davvero conveniente
Rendere sostenibile il passaggio alle soluzioni elettriche significa intervenire su fiscalità e oneri, così da liberare risorse per famiglie e imprese. Solo in questo modo il calo dei prezzi energetici potrà tradursi in benefici reali e duraturi, trasformando un inverno “meno caro” in un vero cambio di rotta rispetto agli anni della crisi.
19 Dicembre 2025
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