Dopo la pausa estiva ICOE torna a scrivere su blozine affrontando uno dei temi caldi della politica internazionale, le relazioni tra Unione europea e Stati Uniti. Le parole della direttrice generale per il Commercio della Commissione europea, Sabine Weyand, pronunciate al Forum europeo di Alpbach, hanno riportato al centro dell’attenzione il fragile equilibrio su cui si muovono i rapporti transatlantici.
La voce di Sabine Weyand
“Se non mi avete sentito pronunciare la parola negoziato, è perché non lo è stato”. Con questa frase Weyand ha voluto chiarire che non c’è stato alcuno scambio formale di richieste e offerte. L’Europa, ha aggiunto, si è trovata sotto una forte pressione esterna per dare rapidamente stabilità alle relazioni con Washington, soprattutto in relazione alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
Non economia ma politica estera
Secondo la direttrice, quella che è stata presentata come un’intesa è in realtà il frutto di una decisione politica più che economica. La guerra in corso in Europa orientale e la dipendenza dal sostegno statunitense hanno spinto gli Stati membri a non correre il rischio di una nuova escalation. Una eventuale reazione europea, infatti, avrebbe potuto mettere in discussione la cooperazione in materia di sicurezza con gli Stati Uniti.
Il peso della dipendenza dagli Stati Uniti
Il discorso di Weyand ha messo in luce una questione che molti preferiscono non affrontare apertamente: l’Unione europea, sul piano della sicurezza, resta ancora oggi legata in modo cruciale agli Stati Uniti. Per questo motivo, ha spiegato la funzionaria, Bruxelles ha scelto la via della cautela, accettando un compromesso che non può essere definito ideale dal punto di vista economico, ma necessario in chiave geopolitica.
La posizione della Commissione europea
Alle domande sollevate dalle parole di Weyand ha risposto anche la Commissione europea, ribadendo come quello raggiunto sia “il miglior accordo possibile”. La portavoce aggiunta Arianna Podestà ha ricordato che la relazione con Washington resta fondamentale in moltissimi settori, dal commercio alla sicurezza, fino alla cooperazione politica più ampia.
Relazioni transatlantiche tra pragmatismo e necessità
Quello che emerge da questo scambio di dichiarazioni è un’Europa consapevole dei propri limiti e pronta a difendere un legame storico con gli Stati Uniti. Un legame che non si fonda soltanto sul commercio ma su una partnership complessiva, fatta di interessi comuni e di esigenze strategiche.
Un equilibrio complesso
La riflessione di Weyand evidenzia quanto sia sottile la linea tra autonomia europea e necessità di cooperazione. In un contesto di guerra e instabilità globale, l’Unione sembra scegliere il pragmatismo, preferendo mantenere salda la relazione transatlantica anche a costo di rinunciare a una maggiore libertà di manovra economica.
28 Agosto 2025
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