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Una lista inaspettata, la nuova provocazione di Laika dedicata a Papa Francesco

Un’opera apparsa di notte a Roma raffigura Papa Francesco intento a osservare una lista di invitati controversi.

Una lista inaspettata, la nuova provocazione di Laika dedicata a Papa Francesco

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Laika dedica a Papa Francesco il suo primo murale, un manifesto provocatorio tra arte urbana e denuncia sociale.

Nella suggestiva via Nicolò Piccolomini, a due passi dalle mura vaticane, è apparsa nella notte una nuova creazione firmata dalla street artist romana Laika. Il titolo, “Gli invitati”, racchiude in sé l’essenza dissacrante e profondamente simbolica dell’intervento: un omaggio ironico e tagliente a Papa Francesco, ritratto in un momento che pochi oserebbero immaginare.

Il Papa e quella lista che non convince

L’opera raffigura il Pontefice intento a scrutare dal cielo una lista singolare, quella degli invitati al proprio funerale. Il suo volto, disegnato con espressione tra il perplesso e l’insofferente, parla da sé. Scorrono nomi che, almeno secondo l’immaginario dell’artista, poco avrebbero a che fare con lo spirito del suo pontificato. Da Donald Trump a Javier Milei, passando per Ursula Von Der Leyen, fino ad arrivare ai politici italiani Matteo Salvini e Matteo Piantedosi.

Una critica visiva ai poteri forti

Non è solo un’opera d’arte urbana, ma una dichiarazione politica travestita da murales. “Gli invitati” accende i riflettori sul contrasto tra l’immagine pubblica e i valori sostenuti dal Papa – come l’accoglienza dei migranti, la condanna dei massacri a Gaza e la ferma opposizione alla corsa agli armamenti – e le figure che, al contrario, incarnerebbero politiche opposte.

La prima volta del Papa nei poster di Laika

“È la prima volta che ritraggo il Papa”, racconta Laika, da sempre anonima e distante dal mondo ecclesiastico. Eppure, proprio per questa distanza, il gesto ha un peso ancora maggiore. L’artista riconosce a Francesco il merito di aver aperto spiragli nel dialogo sui diritti civili, pur rimanendo parte di un’istituzione per lei lontana.

Arte, dissenso e memoria collettiva

L’opera, come molte delle creazioni di Laika, nasce per far riflettere, per scuotere coscienze e per raccontare, con ironia e coraggio, ciò che spesso viene taciuto. Una street art che non cerca la bellezza estetica fine a se stessa, ma che punta a incidere sulla memoria collettiva, suscitando domande scomode e interpretazioni multiple.

Una voce urbana tra le luci del Vaticano

Nel silenzio notturno di una via romana con vista sul Cupolone, l’intervento di Laika si fa sentire forte. Non con urla, ma con il tratto deciso di chi non ha paura di esporsi, nemmeno di fronte al potere spirituale più influente del mondo. E ancora una volta, la street art si conferma linguaggio potente, cronaca muraria del nostro tempo.


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24 Aprile 2025
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